Un prodotto perfetto, un packaging perfetto, una comunicazione perfetta. Tutto molto bello, ma cosa resta della dimensione umana del brand, di quella connessione che le persone cercano?
Partiamo dalla definizione di autenticitร : la capacitร di una azienda di essere trasparente, fedele e coerente al proprio set di valori, mostrandosi per quello che รจ, anche nelle proprie fragilitร .
In psicologia esiste un fenomeno chiamatoย pratfall effect: mostrare un piccolo difetto caratteriale rende una persona piรน simpatica e attraente.
La stessa cosa capita con i brand: l’imperfezione diventa un asset di comunicazione.
Secondo una recente ricerca della Clutch, una piattaforma internazionale che cataloga e recensisce aziende di servizi, software house e agenzie, โConsumers instantly recognize the difference between genuine behavior and surface-level authenticityโ.
Ed ecco che lโautenticitร trasforma i difetti in superpoteri per il brand. Ammettere apertamente gli errori e assumerne la responsabilitร aumenta la fiducia, perchรฉ dimostra onestร e umanitร .
In un’epoca dove il contenuto artificiale รจ sempre piรน sofisticato e difficile da distinguere,ย la autenticitร umana diventa sempre piรน rara e preziosa: โIn an AI-heavy landscape, clarity, consistency, and real human presence are what build trust.โ
Al contrario, la ricerca della perfezione crea una distanza tra il brand e il pubblico e, di conseguenza una disconnessione emotiva che mina la credibilitร del brand.
Come si arriva allโautenticitร ? Esistono dei parametri a cui i consumatori sono sensibili:
- Trasparenza sui processi o materiali
- Voce di brand distintiva
- Coerenza nei messaggi
Lโautenticitร non รจ una strategia di marketing, รจ un modo di essere che risuona e che porta dei vantaggi concreti perchรฉ costruisce una relazione solida tra brand e consumatore.
E mentre tutti corrono verso la perfezione, i brand che vincono sono quelli che hanno il coraggio di fermarsi, di mostrarsi cosรฌ come sono, imperfezioni incluse.
Questo รจ ciรฒ che le persone cercano davvero: non perfezione, ma connessione e relazione.
